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martedì 25 luglio 2017

ANCHE DUE IMMOBILI SUL LUSENZO NEL BANDO DEMANIALE PER IL PROGETTO "CAMMINI E PERCORSI"

L’agenzia del Demanio del Veneto ha comunicato che è online il primo bando nazionale del progetto "Cammini e percorsi". In gara i primi 43 immobili pubblici, che verranno assegnati in concessione gratuita agli under 40, nel quale risultano essere inseriti anche due immobili che si trovano sul territorio del Comune di Chioggia, lungo la bellissima passeggiata del Lusenzo: uno in via Fuxia e uno in via San Felice a Sottomarina.

Parte, infatti, la prima gara del progetto Valore Paese - Cammini e Percorsi per assegnare 43 immobili pubblici in concessione gratuita per 9 anni a imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da under 40, come previsto dal D.L. Turismo e Cultura (D.L. 31.5.2014, n. 83). Il progetto Cammini e Percorsi, sostenuto dal MiBACT e dal MIT, ha infatti l’obiettivo di promuovere il turismo lento attraverso il recupero di immobili pubblici sui percorsi ciclopedonali e sui tracciati storico-religiosi da trasformare in contenitori di attività e servizi per i viaggiatori. È la prima volta che l’Agenzia utilizza lo strumento della concessione gratuita per sostenere l’imprenditoria giovanile e il terzo settore allo scopo di incentivare iniziative a carattere innovativo, sociale, culturale, creativo e sportivo.

Da oggi fino al prossimo 11 dicembre, su www.agenziademanio.it è possibile scaricare il bando unico nazionale, la guida al bando e tutta la documentazione riguardante i 30 immobili di proprietà dello Stato in gara. Si tratta di case cantoniere, torri, ex caselli ferroviari e vari fabbricati distribuiti su tutto il territorio nazionale. Contestualmente, e nei prossimi giorni, anche gli altri enti locali coinvolti pubblicheranno sui rispettivi siti istituzionali i bandi dei 13 beni di loro proprietà inseriti nell’iniziativa.

Il bando di gara è stato definito grazie anche ai risultati della consultazione pubblica che si è conclusa il 26 giugno e ha registrato un interesse straordinario, con la partecipazione di quasi 25mila persone tra italiani e stranieri. Per partecipare alla gara è necessario presentare una proposta che non prevede l’offerta di un canone: la valutazione si baserà unicamente sugli elementi qualitativi del progetto presentato che dovrà essere coerente con la filosofia e le finalità dell’iniziativa. Innanzitutto l’ipotesi di recupero e riuso del bene che dovrà prevedere nuove funzioni in grado di offrire servizi al viaggiatore, oltre che tutelare il carattere storico e identitario dell’immobile e del contesto in cui è inserito. Come previsto dalla norma, si terrà poi conto delle potenzialità della proposta sia in termini di sviluppo turistico, e relativo beneficio economico e sociale, sia in termini di promozione dello slow travel. Infine, tra i fattori che incideranno sul punteggio della proposta anche la sostenibilità ambientale e le specifiche azioni previste per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, come ad esempio l’uso di materiali bio-eco compatibili e di tecniche e dispostivi bioclimatici, e l’efficienza energetica. Quindi le azioni volte alla riduzione dei consumi e all’implementazione di fonti rinnovabili.

lunedì 24 luglio 2017

EROSIONE, RIFIUTI E ABUSIVI: LE CRITICITÀ DEL LITORALE VENETO AL CENTRO DELL’INCONTRO DEI SINDACI DELLA COSTA

Si è svolta venerdì pomeriggio nella sala consiliare del municipio di Chioggia la riunione dei sindaci della costa veneta. All’ordine del giorno la discussione circa i problemi relativi alla difesa del litorale e lo Statuto della Conferenza dei Sindaci. Il sindaco di Chioggia e quelli di Jesolo, Cavallino Treporti, San Michele al Tagliamento e Rosolina, nonché gli assessori di Porto Tolle ed Eraclea hanno discusso dell' rosione dell’arenile e -data la presenza alla riunione di Salvatore Patti, direttore dell’area tutela e sviluppo del territorio della Regione Veneto- è stato deciso di convocare a breve un incontro tra il tavolo del Contratto di Costa e gli operatori balneari, per delineare le migliorie da inserire in futuri provvedimenti regionali. Purtroppo l’apporto di inerti dai fiumi è insufficiente e questo ovviamente provoca l’erosione del litorale veneto. È emerso anche il problema relativo al fenomeno dei rifiuti spiaggiati, che arrivano e si depositano sulle coste del litorale veneto, provenienti da altri Comuni ed anche Regioni, creando non poche difficoltà per la pulizia ed il relativo costo da sostenere, oltre al brutto biglietto da visita che si presenta a chi frequenta il litorale. Un altro tema importante di discussione, oltre all’andamento della stagione turistica 2017, è stato la presenza costante, nonostante i vari interventi nel litorale da parte delle forze dell’ordine, dei venditori illegali. «Un incontro molto proficuo» secondo il sindaco Ferro, che commenta: «Importante lavorare in sinergia con gli altri Comuni al fine di trovare una linea di condotta condivisa, atta a preservare e migliorare il nostro litorale. Problemi comuni possono essere risolti in modo positivo se ognuno mette a disposizione la propria conoscenza, per perseguire il bene comune e offrire alla cittadinanza ed ai molti turisti un litorale pulito, sicuro ed accogliente». Il Contratto di Costa si riunirà nuovamente il prossimo 25 agosto per la firma del protocollo d’intesa.

BLITZ DI FORZA NUOVA SUL LITORALE DI SOTTOMARINA CONTRO IL COMMERCIO ILLEGALE: "CAPITANERIA E POLIZIA LOCALE ASSENTI"

Forza Nuova in campo contro l’illegalità nelle spiagge. Nel pomeriggio di ieri una ventina di militanti del movimento nazionalista ha pattugliato le spiagge di Sottomarina per denunciare l’abusivismo dilagante che sempre più spesso finanzia la microcriminalità organizzata. «Ancora una volta Forza Nuova è scesa in campo contro l'illegalità», spiega il coordinatore regionale di FN Andrea Visentin. «L'abusivismo dilagante lungo la spiaggia di Sottomarina è diventato ormai intollerabile e ci chiediamo cosa aspetti il Prefetto di Venezia per intervenire. Troppo facile dimostrare la forza dello Stato davanti a quattro cartelli goliardici come successo alla spiaggia Punta Canna: mostrino i muscoli con i veri criminali questi signori». Continua il suo vice, Daniele Beschin: «Durante la nostra passeggiata abbiamo chiesto più volte l’intervento delle forze di Pubblica Sicurezza, ovviamente senza ottenere risposta né dalla Polizia Locale, né dalla Capitaneria di Porto». I militanti hanno percorso diversi chilometri e più volte si sono fermati con i bagnanti e con i turisti, che in più occasioni -si legge nella nota- hanno voluto ringraziarli per la loro costante presenza sul territorio. «Continueremo a pretendere la sicurezza nelle nostre spiagge, ieri come oggi come domani».

LA PREFETTURA SCRIVE AGLI ALBERGATORI PER ACCOGLIERE I NUOVI MIGRANTI. DOLFIN (LEGA): "FANNO QUELLO CHE VOGLIONO, IN BARBA ALLO SPRAR"

Una lettera inviata il 14 luglio scorso dal viceprefetto Sebastiano Cento ai presidenti delle associazioni di albergatori sul litorale veneziano avvia la procedura per una nuova "manifestazione d'interesse" (in gergo tecnico, disponibilità) all'affidamento dell'accoglienza ai migranti in arrivo durante l'estate, fino a fine anno. Marco Dolfin, consigliere comunale della Lega Nord a Chioggia, solleva la questione con toni aspri: «Ci risiamo, il forte afflusso di cittadini richiedenti la protezione internazionale -ossia le solite balle, perché il 90 % degli arrivi non scappa dalla guerra- ha creato le basi per un nuovo piano straordinario nazionale per l'accoglienza dei migranti. Procedura sempre svolta attraverso l'affidamento diretto, in strutture temporanee ubicate nel territorio della Città Metropolitana di Venezia; affidamento diretto attraverso la stipulazione di convenzioni con operatori del privato sociale e del settore alberghiero, nel territorio veneziano per complessivi 1536 posti al corrispettivo di 33,50 euro quotidiani».
Commenta l'esponente leghista: «Che dire, "venghino siori, venghino!". Spero solo che l'intera categoria degli albergatori sia unita, specialmente a Chioggia, facendo fronte comune e non cadendo su facili illusioni e guadagni, i quali comportano poi solo dei rischi enormi che minano a compromettere l'intero settore turistico-ricettivo del territorio. Mi domando se la Prefettura si rende conto di quali realtà che sta parlando: com'è possibile pensare di chiedere cose di questo genere ai presidenti delle associazioni degli albergatori dei Comuni di Venezia, Caorle, Chioggia, Eraclea, Jesolo, Portogruaro, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, che in questo periodo sono in piena stagione balneare? Si rendono conto di quello che dicono? A dimostrazione dell'ennesimo fallimento della gestione del fenomeno migranti: uno schifo, una vergogna, un'indecenza! Mi auguro che non vi siano adesioni a tali iniziative e bandi del genere: in primis, rammento che la città di Chioggia ha già dato abbastanza, più di quanto si pensa, e non è più ammissibile ospitare nuovi arrivi. Spero che l'amministrazione comunale con il sindaco Ferro siano fermi e attenti a portare avanti l'interesse e la salvaguardia del nostro territorio, delle imprese e del turismo in generale, dei suoi cittadini».
Non manca comunque la punta polemica verso la giunta a Cinque Stelle: «Non posso però non ricordare che nemmeno due mesi fa l'assessora Trapella -l'assessora dello SPRAR o meglio l'assessora all'apertura dell'invasione locale- ha fatto approvare alla sua maggioranza pentastellata, in consiglio comunale, l'adesione allo SPRAR. Una delle motivazioni, o meglio "scuse" all'adesione, era che le presenze nel nostro territorio sarebbero giocoforza diminuite e soprattutto gestite diversamente. In realtà, come fin da subito ribadito dal sottoscritto, visto i continui sbarchi le prefetture si infischiano altamente del famoso numero fisso, delle clausole di salvaguardia dettate dallo SPRAR! Se ci sarà chi aderisce a questo nuovo bando, ci saranno nuovi arrivi, perché nonostante l'adesione allo SPRAR le prefetture fanno poi quello che vogliono, in barba anche agli stessi regolamenti dettati dalle stesse! Come si voleva dimostrare, lo SPRAR alla fine non è altro che un ulteriore strumento per fare solo business, e a quanto pare a più di qualcuno interessa!», conclude Dolfin.

mercoledì 19 luglio 2017

OPPOSIZIONI UNITE PER SALVARE IL PONTE BADEN POWELL: "DOVE SONO FINITE LE RISORSE DI MARCO BIELO?"

Improvviso flash mob, ieri nel tardo pomeriggio, da parte di tre forze politiche all'opposizione nel consiglio comunale, i cui esponenti di punta si sono recati al ponte Baden Powell per sensibilizzare l'amministrazione a Cinque Stelle riguardo la veloce soluzione dei disagi che la parziale chiusura del ponte provoca ai cittadini. Marco Dolfin per la Lega Nord, Jonathan Montanariello per il PD e Beniamino Boscolo per Forza Italia, volantini alla mano, hanno avvicinato i passanti costretti a scendere dalle bici per rispettare le disposizioni della polizia locale: beh, non tutti, qualcuno ha fatto il furbo ed è rimasto in sella. I tre consiglieri hanno a più riprese paventato che qualcuno si faccia male prima che il Comune intervenga, ma già è noto che le risorse in materia verranno destinate ad altri ponti. «Il Baden Powell non ha colore politico», ha detto Boscolo commentando l'iniziativa tripartisan: «Abbiamo chiesto alla giunta di fare una passerella, ma nel senso di un ponte provvisorio, non di quella mediatica». Replica Montanariello: «Non era mai successo che il ponte Baden Powell rimanesse chiuso per così tanto tempo, e a questa gestione era stato consegnato in condizioni decenti», mentre Dolfin schiva la questione delle risorse a bilancio ricordando che l'ex assessore Marco Bielo a fine 2016 aveva accantonato risorse ad hoc, poi “sparite”. Non c'è ancora una data per eventuali manutenzioni e riaperture complete, e già si avvicina settembre quando inizieranno le scuole -ubicate appena oltre il ponte- con il passaggio quotidiano di centinaia di studenti: non sistemarlo è una tragedia preannunciata, concludono i tre politici, che invocano la sistemazione del ponte quale priorità cittadina.

martedì 18 luglio 2017

SELFIE CON SALVINI A PUNTA CANNA: "LASCIATE LIBERE LE IMPRESE". E PARLA COI NO GPL

Toccata e fuga stamane per Matteo Salvini allo stabilimento balneare Punta Canna. Il segretario della Lega Nord ha manifestato la sua solidarietà al gestore della spiaggia, il bagnino Gianni Scarpa, che aveva esposto manifesti di chiaro stampo fascista e che per questo è indagato dalla Procura della Repubblica. Il leader leghista, accompagnato dai dirigenti locali e federali oltre che dal suo servizio d'ordine, ha parlato direttamente con Scarpa prima di godere di un piccolo bagno di folla tra attivisti e selfie sul bagnasciuga: Salvini ha detto di aver reso visita a Punta Canna per tutelare la libertà d'impresa e non valutare secondo opinioni su fatti passati, dichiarandosi contrario alla legge Fiano sull'apologia del fascismo e allo ius soli. «Preferisco andare in una spiaggia dove ci siano ordine e pulizia», ha concluso il capo della Lega prima di affrontare il comitato No Gpl che sostava sulla strada di accesso, il quale lo ha invitato a visitare l'impianto in costruzione a Val da Rio e a fare quanto politicamente in suo potere per fermarlo. Alcuni militanti leghisti hanno contestato le modalità di manifestazione da parte dei No Gpl là presenti, in una circostanza concretizzatasi per parlare d'altro, prima che Salvini si involasse altrove per ulteriori impegni.

venerdì 14 luglio 2017

IL COMUNE RIPRISTINA LA SALA "DEI LAMPADARI" PER LE CERIMONIE, CAOS NEGLI UFFICI DI URBANISTICA

Scompiglio al palazzo municipale per la decisione dell'amministrazione di liberare la sala al secondo piano che dà sul canal Vena -detta “dei lampadari”- impiegata ora dagli uffici di urbanistica, per farla tornare il luogo adatto a celebrare matrimoni e altre cerimonie. Qui infatti si tenne la presentazione alla stampa della prima giunta di Giuseppe Casson, mentre si deve all'amministrazione precedente (guidata da Romano Tiozzo) l'acquisto dei lampadari per decine di migliaia di euro. L'obiettivo dell'amministrazione stellata è stato raggiunto dopo un anno dall'intenzione, ma ora le scrivanie sono in mezzo ai corridoi, altri uffici risultano intasati di mobili e non è ancora alle viste una soluzione che riaccorpi i vari ambiti di urbanistica.